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Danni in lavanderia: che fare?

Nel caso in cui la lavanderia non intenda assumersi la responsabilità di un danno arrecato a un capo di abbigliamento o alro tessuto, cercate di trovare un accordo bonale. Se non riuscite a trovare un accordo soddisfacente è possibile rivolgersi alla Commissione paritetica delle lavanderie (PSE), composta da rappresentanti delle organizzazioni consumereste, dell’Associazione svizzera per il trattamento dei tessili (ASTT) e da esperti esterni.
Per sottoporre un capo all’esame della commissione il cliente e la lavanderia devono compilare un formulario (può essere richiesto all’ACSI), inviare il capo al Segretariato PSE (CP 585, 8027 Zurigo) e anticipare le spese. I cliente paga fr. 100 (soci ACSI fr. 80), la lavanderia fr. 200 (soci ASTT fr. 100). Evidentemente vale la pena intraprendere questa procedura se il capo in questione è di un certo valore.
Se la Commissione riscontra un errore della lavanderia, questa deve pagare un indennizzo proporzionale al valore, allo stato e all’età del capo nonché rimborsare le spese anticipate dal cliente. In tutti gli altri casi l’anticipo non viene restituito.
Come calcolare il danno
Generalmente gli abiti perdono ogni anno circa il 25% del prezzo d’acquisto. Va tuttavia considerato che non sempre il calcolo del valore di un capo è così matematicamente lineare: entrano infatti in gioco, in caso di valutazione dei danni per un eventuale rimborso, sia il valore d’acquisto dell’oggetto sia la sua durata e sia lo stato d’usura. E per durata va inteso il concetto del periodo nel quale un capo d’abbigliamento è considerato indossabile dal punto di vista della moda e dell’estetica. Ad esempio, un articolo di alta moda viene definito notevolmente meno utilizzabile di un capo d’abbigliamento classico.
Per stimare il valore di un capo d’abbigliamento l’Organo paritetico per la liquidazione dei litigi in caso di danni ai tessili (PSE, dalla denominazione tedesca Paritätische Schadenerledigungstel-le) si basa su una tabella che, a partire dal costo effettivo del capo (ossia quanto è stato pagato) considera lo stato di conservazione e il tempo trascorso dall’acquisto. In mancanza di una fattura che accerti quanto è stato pagato il capo danneggiato il valore potrebbe essere considerato anche il 50% di quello preteso dal danneggiato.
La tabella relativa alla durata media dei tessili è piuttosto rigorosa nello scandire il tempo trascorso dall’acquisto, ma il valore di stima dipende in gran parte dallo stato di conservazione del capo e dalla qualità del materiale con cui è stato confezionato.

Attenzione all’etichettatura
Sovente i danni sono dovuti a un’etichettatura errata o insufficiente. In questo caso la responsabilità non può essere attribuita alla lavanderia ma il giudizio della Commissione può comunque essere utile a chi volesse cercare di ottenere un rimborso dal negozio in cui è stato acquistato il capo male etichettato.

Consigli ACSI

  • Controllate i capi trattati subito dopo la consegna. Un reclamo presentato a distanza di mesi avrà poche possibilità di essere preso in considerazione.
  • In caso di danno cercate un accordo bonale con la lavanderia. Se non trovate una soluzione rivolgetevi alla Commissione paritetica.
  • Quando acquistate un indumento badate sempre anche al materiale con cui è fatta la fodera. Può capitare che capi di tessuto naturale abbiano una fodera sintetica. Attenzione alla combinazione dei materiali: materiali diversi richiedono spesso cure diverse. Ciò vale anche per le applicazioni in cuoio e in altri materiali non lavabili.
  • Fate sempre trattare insieme le parti dei completi (tailleurs, vestiti da uomo), così non vi saranno differenze di colore fra un pezzo e l’altro.
  • Quando un capo è stato danneggiato durante il trattamento in lavanderia (o a casa vostra) a causa di un’errata etichettatura dovete reclamare presso il negoziante (entro 1 anno dall’acquisto).
  • Conservare sempre le fatture dei vestiti che acquistate, in particolare se si tratta di capi costosi o pregiati (ciò è utile anche in caso di furto).