mercoledì 20 settembre 2017 

Agenda 2010 di Acsi, Frc, SkS: primo programma comune di attività

Per la prima volta, le tre organizzazioni dei consumatori delle tre regioni linguistiche svizzere presentano un programma comune per il  2010. L’ACSI, la FRC (Fédération romande des consommateurs) e l’SKS (Stiftung für Konsumentenschutz) hanno stabilito un’agendacomune definendo i dieci temi prioritari sui quali le tre organizzazioni concentreranno la loro attività.  Grazie a questa collaborazione gli interessi dei consumatori saranno difesi con forza e in modo coordinato su tutto il territorio svizzero. Il programma – presentato giovedî 14 gennaio, a Berna in una conferenza stampa – si sviluppa su tre assi: politico, economico e pratico e tocca l'insieme delle preoccupazioni delle consumatrici e dei consumatori svizzeri. Parallelamente a questa attività comune, ciascuna delle tre organizzazioni continuerà a perseguire parallelamente gli obiettivi specifici della propria regione di competenza e a garantire ai propri membri prestazioni e consulenze offerte fino a oggi.

Di seguito sintetizziamo i punti principali del programma; trovate la versione integrale nel documento PDF sotto allegato.

1. Una sanità meno cara e più trasparente

Chiediamo la separazione dell’assicurazione obbligatoria di base dalle assicurazioni complementari: la stessa compagnia d’assicurazione  non può e non deve essere attiva nei due settori. Sosteniamo i modelli alternativi del medico di famiglia e di  «managed care». Nel 2010 manterremo la pressione sui costi della salute, in particolare per ciò che concerne il versamento di  commissioni, il prezzo dei medicamenti e dei mezzi terapeutici (ad esempio attraverso l’autorizzazione delle importazioni parallele). Chiediamo pure la trasparenza da parte di tutti i fornitori di prestazioni sanitarie.
 2. Più concorrenza e un’azione più ferma contro gli accordi fra produttori e distributori
Nel 2010 ci impegneremo per un rafforzamento delle Legge sulla concorrenza sleale (LCS) e contro l’indebolimento della Legge sui cartelli (LCart). Faremo pressione affinché la commissione della concorrenza (ComCo) agisca con vigore contro gli accordi verticali. Questi accordi sono in effetti una delle cause principali dell’alto livello dei prezzi in Svizzera visto che altri ostacoli sono stati indeboliti grazie all’autorizzazione delle importazioni parallele e all’introduzione del principio del Cassis-de-Dijon.
3.  Diritti fondamentali  dei consumatori a livello di quelli dell’UE
Per le organizzazioni di consumatori l’apertura del mercato svizzero e la negoziazione di accordi di libero scambio con l’Europa devono sfociare in un rafforzamento dei diritti delle consumatrici e dei consumatori. Chiediamo un’armonizzazione di questi diritti con il diritto europeo. Accompagneremo la negoziazione dell’accordo sull’agricoltura affinché la situazione dei consumatori svizzeri non peggiori.
4. Prezzi più bassi, più concorrenza e trasparenza nelle telecomunicazioni
Ci impegnamo in favore di una maggiore concorrenza, più trasparenza e tariffe più basse sul mercato delle telecomunicazioni. L’obiettivo è di convincere il parlamento a modificare in questo senso la Legge sulle telecomunicazioni (LTC).  Le tariffe devono scendere e essere semplificate in modo da rendere possibili i confronti. Nel quadro della prevista fusione fra Orange e Sunrise interverremo presso la ComCo  affinché i risparmi realizzati grazie alle sinergie vadano a favore dei consumatori e affinché quest’ultimi possano trovare offerte a prezzi interessanti. Grazie al dialogo con gli operatori di telefonia mobile e, se necessario, con il sostegno degli utenti e delle autorità federali, chiederemo che i clienti siano informati per tempo sulla data entro la quale il loro contratto può essere disdetto. 
5. Informazioni affidabili sulle derrate alimentari, in particolare con l’indicazione «Svizzera»: «Svizzera» fuori = «Svizzera» dentro
Ci impegnamo con energia affinché il parlamento adotti nel 2010 il progetto «Swissness». In questo ambito chiediamo criteri rigorosi: ciò che si dichiara essere svizzero deve esserlo veramente. In questo contesto contiamo sul sostegno dei contadini poiché l’agricoltura ha bisogno della «Swissness». Eserciteremo la nostra influenza sul processo di valutazione e di decisione avviato dall’UFSP per un marchio comprensibile che incoraggi scelte alimentari sane. Esaminiamo la situazione attuale dei marchi sul mercato svizzero delle derrate alimentari e aiutiamo le consumatrici e i consumatori a orientarsi.
6. Sorveglianza dei risultati ottenuti nella lotta all’alto livello dei prezzi in Svizzera
I processi di liberalizzazione del mercato (Cassis de Dijon, importazioni parallele…) vanno a anche a favore dei consumatori o migliorano soltanto i margini degli intermediari? Esamineremo attentamente la questione con l’aiuto dei risultati ottenuti dal SECO attraverso i rilevamenti dei prezzi.  Controlleremo gli effetti della clausola di non-discriminazione (introdotta con il Cassis-de-Dijon) sulla qualità dei prodotti svizzeri fabbricati secondo norme straniere.
7. Acqua del rubinetto in tavola! 
Il consumo di acqua in bottiglia non si giustifica né per ragioni nutrizionali, né per ragioni igieniche, né per ragioni economiche e ha un pesante impatto sull’ambiente.  L’acqua del rubinetto costa da 250 a 500 volte meno di quella in bottiglia e il suo consumo è fino a 1000 volte più ecologico. Invitiamo a consumare acqua del rubinetto e chiediamo che nei bar e ristoranti sia possibile ricevere gratuitamente caraffe d’acqua del rubinetto e di acqua gasata “maison” a prezzi contenuti.
8. Stop alla pubblicità indirizzata ai giovani per derrate alimentari poco sane
bblicità per prodotti specialmente indirizzati a bambini e giovani riguardano spesso prodotti nocivi per la salute poiché hanno un elevato contenuto di zucchero, grassi o sale.  Questi prodotti sono tuttavia promossi attivamente con differenti mezzi (indicazioni che concernono la salute, giochi in regalo, utilizzazione dei personaggi dei cartoni animati,…). Denunciamo questa problematica e partecipiamo agli sforzi internazionali per ottenere regole più strette.  La menzione degli ingredienti nocivi deve diventare la regola, sul modello di ciò che l’UE ha introdotto nel 2010 per i coloranti azotati.
9. Inutile pagare di più quando si usa la carta di credito:  il mancato uso giustifica uno sconto
Incoraggiamo onsumatrici e consumatori a utilizzare denaro liquido o la carta di debito (Maestro). Quest’ultima offre gran parte della comodità di una carta di credito senza spese supplementari e evitando inoltre il rischio di indebitamento.  Consumatrici e consumatori saranno invitati a far valere i loro diritti e a richiedere uno sconto quando rinunciano a usare la carta di credito. Chiederemo ai commercianti di favorire questa pratica riversando sui clienti il risparmio che realizzano evitando di dover pagare la commissione a chi emette le carte di credito.
10. Il cliente deve avere più informazioni sui ristoranti
Consumare pasti al ristorante sta ormai diventando una consuetudine; l'affermarsi di questo “costume” e la conseguente crescita economica del settore potrebbe porre ai consumatori una serie di problemi che toccano aspetti sanitari, nutrizionali, di budget, di informazione e di carattere ambientale. Le organizzazioni di consumatori si propongono pertanto di agire e intervenire in modo da colmare certe lacune del settore e di migliorare l'informazione dei consumatori, con particolare attenzione ai seguenti ambiti: sicurezza alimentare, cucine pulite, piatti sani, menu trasparenti e possibilità di ricevere gratuitamente caraffe d’acqua del rubinetto o acqua gasata “maison” a prezzi ragionevoli.

 

 

 

 

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17 gennaio 2011


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