mercoledì 20 settembre 2017 

Chiaro no dell'ACSI alla riduzione delle rendite di cassa pensione

Il comitato allargato dell’ACSI – Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana – riunito ieri sera a Giubiasco ha deciso all’unanimità di invitare a respingere la  revisione della legge sulla previdenza professionale in votazione il 7 marzo. L’ACSI ha pure espresso il suo parere contrario alla partecipazione di AET alla realizzazione della centrale  termoelettrica di Lünen in Germania. 
Dopo aver ascoltato gli interventi di Rinaldo Gobbi (Camera di commercio) e Saverio Lurati (UNIA) il comitato allargato dell’ACSI si è espresso all’unanimità contro la riduzione del tasso di conversione che porterebbe a una riduzione delle rendite di cassa pensione e, dunque, del potere di acquisto dei pensionati. L’ACSI invita cittadine e cittadini a votare un deciso “no”. L’ACSI sottolinea in particolare che il tasso di conversione (l’aliquota che determina l’ammontare delle pensioni) è già stato ridotto dal 7,2 al 7 %  e  che è già in corso un secondo adeguamento che lo porterà progressivamente al 6,8%. Prima di ulteriori riduzioni è opportuno attendere che il taglio già deciso venga applicato e produca i suoi effetti.L’ACSI mette in evidenza gli altissimi costi di gestione addebitati dalle compagnie che gestiscono i fondi delle casse pensioni: nel 2007 oltre 2 miliardi di franchi su 20 miliardi di contributi versati, cioè più del 10 %. Riducendo questi costi a livello di quelli dell’AVS si potrebbero recuperare  quei 600 milioni all’anno indicati dai fautori della revisione come necessari per garantire l’equilibrio fra entrate e uscite del secondo pilastro. L’ACSI sottolinea infine che malgrado la crisi finanziaria del 2008 molte compagnie assicurative sono riuscite a fare guadagni con i loro investimenti: l’attuale tasso di conversione non è quindi troppo elevato.

No alla centrale a carbone
Durante la riunione il “parlamentino” dell’ACSI ha discusso anche della partecipazione dell’AET alla realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a carbone a Lünen. L’ACSI si dice contraria a questa partecipazione in quanto l’utilizzazione di carbone per produrre elettricità è inefficiente e anacronistica, genera massicci quantitativi di CO2 e emette polveri fini in abbondanza. L’ACSI invita il Gran consiglio a opporsi al progetto e a definire per l’AET una strategia orientata verso le energie rinnovabili (in particolare l’energia eolica), più consona ai principi dello sviluppo sostenibile e che la libererebbe dagli incerti finanziari legati all’instabilità dei prezzi dei combustibili fossili.

Breganzona, 24. 2. 10

17 gennaio 2011


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