mercoledì 20 settembre 2017 

No alla tassa "salva-privativa". L'ACSI sostiene il ricorso al Tribunale federale

 

L’ACSI – Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana – informa di condividere e sostenere il ricorso inoltrato da Giorgio Ghiringhelli al Tribunale federale contro Legge d’applicazione cantonale della Legge federale sull’approvvigionamento elettrico. L’ACSI sottolinea, di essere stata l’unica voce a levarsi pubblicamente prima del dibattito parlamentare contro la nuova tassa “per l’uso speciale del suolo pubblico” e esprime soddisfazione per il fatto che Ghiringhelli abbia raccolto questa protesta decidendo di inoltrare ricorso.  Secondo quanto deciso a larghissima maggioranza a fine novembre dal Gran consiglio ticinese, a partire dal 2014 i piccoli consumatori  dovranno pagare (come adesso con la privativa) una tassa di 2 centesimi per ogni kWh  per l’uso speciale del suolo pubblico (tassa che verrà riversata ai comuni), mentre i grandi consumatori si vedranno ridotto l’importo dal centesimo attuale a 0.5 cent/kWh.  Questa tassa - la cui legalità è tutta da dimostrare - dovrebbe semmai andare a carico delle aziende distributrici; sono infatti queste ultime e non i consumatori finali a utilizzare e occupare il suolo pubblico con le loro  infrastrutture (cabine di distribuzione, pali, cavi, ecc) indispensabili a poter vendere l’elettricità. Con la sua decisione il parlamento cantonale ha completamente ignorato gli interessi dei consumatori privilegiando quelli dell’industria e dei comuni con un’interpretazione ad hoc della legge federale. Per le economie domestiche la tassa “per l’uso speciale del suolo pubblico” ammonterebbe a decine fino a centinaia di franchi all’anno,  mentre chi consuma tanto si vedrà uno sconto sulla bolletta.  Prima del dibattito l’ACSI aveva rilevato che la Legge federale sull'approvvigionamento elettrico non consente ai comuni di prelevare tasse sull'elettricità per finanziare altri compiti e che l’importo della tassa deve essere proporzionale alla prestazione fornita (parere espresso più volte anche da Mister prezzi). Dopo la decisione parlamentare l’ACSI si era detta stupita che il Gran consiglio non si fosse posto questo problema e si era chiesta se la nuova normativa avrebbe retto a un eventuale ricorso. Il ricorso inoltrato da Ghiringhelli con il sostegno dell’ACSI permetterà ora di fare chiarezza. L’ACSI sottolinea che in materia di energie i consumatori sono pronti a sobbarcarsi nuove tasse, magari anche consistenti, ma unicamente se destinate al conseguimento di obiettivi ambientali chiaramente definiti e limitati a questo ambito. Non quindi per rimpolpare le finanze dei comuni, indiscriminatamente se ricchi o poveri, così come voluto dal Gran Consiglio.

 

 

Breganzona, 26. 2. 10 


17 gennaio 2011


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