mercoledì 29 marzo 2017 

Alimentazione e spreco alimentare, voi cosa fate?

Dopo la mostra, le schede informative, i consigli e i videoconsigli dedicati al tema dello spreco alimentare, l’ACSI ha messo a punto anche un sondaggio per sondare brevemente le scelte e i comportamenti delle consumatrici e dei consumatori. Al sondaggio pubblicato tra l’11 e il 21 ottobre hanno partecipato 55 persone. Questi i risultati.
Tra i criteri importanti che guidano gli acquisti nel campo alimentare, la provenienza geografica si colloca al primo posto con l’89.1% delle indicazioni, seguita dal modo di produzione (bio) con il 78.2%, dal prezzo con il 72.2% e dalle condizioni di lavoro (65.5%). L’aspetto del prodotto e le abitudini di consumo si fermano al 56.4%. Molto alta risulta la sensibilità dei partecipanti ai rifiuti generati (essenzialmente imballaggi e scarti) dai prodotti che stanno per acquistare: il 78.2% cerca di evitare al massimo questo tipo di rifiuti.

Quanto spreco alimentare
Il 61.8% dei partecipanti conosce esattamente il quantitativo annuo di spesa alimentare che finisce nella spazzatura in Svizzera (100kg), mentre questa percentuale sale all’84% tra i partecipanti che hanno letto l’ultimo numero della Borsa della spesa (circa la metà del campione) dedicato al tema.

Evitare lo spreco?
Per evitare lo spreco alimentare, risulta che preparare sempre la lista della spesa arriva in testa con il 50.9% delle preferenze, pia- nificare i menu impegna il 40%, mentre organizzare i pasti in funzione delle date di scadenza dei prodotti freschi o preparare porzioni adeguate o riutilizzare i resti in cucina è indicato dal 30% dei partecipanti. L’83% di chi ha citato la risposta “organizzo i pasti in funzione delle date di scadenza dei prodotti freschi” è costituito da lettori della BdS!

Motivazioni per l’acquisto di prodotti rispettosi dell’ambiente
Le 2 motivazioni principali riguardano la coerenza con i propri valori (41.8%) e la volontà di proteggere l’ecosistema limitando i danni alla biodiversità (30.9%). Va tuttavia osservato che la maggiore sensibilità a questi principi etici non si traduce necessariamente in una migliore conoscenza dei dati sullo spreco alimentare.

Cosa limita l’impegno ambientale dei consumatori?
Il 30.9% dei partecipanti indica il disinteresse per la tematica come causa principale del limitato impegno ambientale dei consumatori. Seguono la disciplina che impone un consumo responsabile (20%) e la a priorità accordata ad altre preoccupazioni (18.2%). Ancora più netta (88%) la posizione dei più sensibili all’acquisto responsabile nell’indicare “il disinteresse per la tematica” (degli altri) come causa principale del mancato impegno. Infine, all’ACSI viene riconosciuto dal 70.1 % dei partecipanti un ruolo importante nell’influenzare le proprie scelte nel campo alimentare. Questa fiducia nel parere dell’ACSI si traduce in un miglior tasso di risposte corrette alla domanda sui dati oggettivi dello spreco alimentare: 68.4% di risposte corrette tra i partecipanti che seguono i consigli dell’ACSI contro il 50% degli altri.

 

 


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