venerdì 22 settembre 2017 

Comunicato stampa

Acrilamide: i consumatori chiedono di definire limiti vincolanti

Alcuni prodotti venduti in Svizzera contengono  tassi troppo alti di acrilamide: è quanto rilevato da alcune recenti analisi, fatte dai colleghi dell’FRC (Federazione romanda dei consumatori) che si potranno trovare nel dossier che sarà pubblicato su La borsa della spesa in uscita a metà  settembre. Questo composto chimico si forma naturalmente durante la cottura a alte temperature di alcune derrate alimentari. Il rischio cancerogeno potenziale di tale sostanza è appena stato confermato da uno studio europeo condotto su larga scala. L’Alleanza delle organizzazioni dei consumatori, di cui fa parte l’ACSI con le consorelle romande e svizzero tedesche FRC e SKS, si è perciò rivolta all’Ufficio Federale della sicurezza alimentare (USAV) per ottenere tangibili miglioramenti in Svizzera.

La presenza di acrilamide nell’alimentazione è stata scoperta un po’ per caso nel 2002. Il suo effetto cancerogeno sugli animali è stato dimostrato, e l’autorità europea di sicurezza degli alimenti (EFSA) raccoglie da diversi anni i dati scientifici in 25 paesi. Le analisi condotte su alcuni alimenti hanno dimostrato che è  possibile limitare la formazione di acrilamide. Alcuni fabbricanti ci sono riusciti, quindi l’Alleanza pensa sia giunto il momento di introdurre dei valori limite ufficiali e vincolanti nelle ordinanze alimentari rivedendo la legge attualmente in fase di revisione.

Tra le rivendicazioni, l’ACSI e le associazioni dell’Alleanza dei consumatori chiedono l’introduzione di un’etichetta obbligatoria che menzioni le istruzioni per una corretta cottura. La temperatura di friggitura delle patate, per esempio, non dovrebbe superare i 175° e la temperatura del forno dovrebbe essere limitata a 200° (180° per un forno ad aria). I consumatori hanno il diritto di essere informati sui potenziali rischi dell’acrilamide e su come diminuirne il consumo. Il diritto a una migliore informazione va a toccare anche i ristoratori: è indispensabile l’aggiornamento del materiale pedagogico per gli studenti e i futuri cuochi. L’ACSI ritiene che spetti alle autorità sviluppare un’adeguata compagna di sensibilizzazione o delegare a altri enti, come le associazioni dei consumatori, il compito di  informare adeguatamente su questo tema.

3 febbraio 2015


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