venerdì 22 settembre 2017 

L'ACSI invita a votare Sì alla cassa malati pubblica e No all'iniziativa sull'IVA nella ristorazione

Il comitato dell’ACSI ha preso posizione sui due temi federali in votazione il 28 settembre prossimo. Secondo l’ACSI la cassa malati pubblica sarà più trasparente, più giusta e meno cara rispetto al sistema attuale gestito da 61 assicuratori privati e invita le cittadine e i cittadini a sostenerla. Sul secondo tema in votazione l’ACSI sottolinea che l’iniziativa di Gastrosuisse non fa gli interessi dei consumatori e invita dunque a respingerla.

Cassa malati pubblica

L’ACSI evidenzia che la votazione concerne il sistema assicurativo e non il sistema sanitario. I pazienti potranno continuare a scegliere il medico, l’ospedale o la clinica in cui farsi curare e non verranno aboliti gli sconti per bambini e giovani adulti, nè la possibilità di aderire a modelli alternativi e di scegliere franchigie differenziate. Con la cassa malati pubblica i premi saranno calcolati in funzione dei costi reali di ogni cantone e non potrà ripetersi lo scandalo dei premi pagati di troppo da molti assicurati, fra cui quelli ticinesi. A corto termine ci sarà un risparmio di 325 milioni (abolizione dei costi pubblicitari, di marketing, costi per il cambiamento di cassa malati, rimunerazione dei dirigenti...). A medio termine si stima un contenimento dei costi del 10% (almeno 2 miliardi di franchi) grazie a programmi di prevenzione, a una migliore gestione dei malati cronici e a una lotta efficace alla medicina inutile, tutti compiti che gli assicuratori attualmente non hanno interesse ad assumere. Una cassa malati pubblica permetterà inoltre controlli più efficaci sulle fatture esose emesse da certi operatori sanitari.
Per queste ragioni l’ACSI invita a sostenere l’iniziativa con convinzione.

IVA nella ristorazione

L’ACSI invita invece a respingere l’iniziativa che chiede che il cibo che si mangia al ristorante (con IVA all’8%) sia tassato come quello che si compra al supermercato e nei take-away (IVA al 2,5%). Innanzitutto perché, come ha dimostrato l’esperienza di Francia e Belgio, è poco probabile che la diminuzione del tasso dell’IVA porterà a un effettivo abbassamento dei prezzi nei ristoranti. In secondo luogo perchè, come già annunciato dal Consiglio federale, per compensare i mancati introiti per le casse federali verosimilmente verrà aumentato al 3,8% il tasso IVA che colpisce generi alimentari, farmaci e giornali. Con conseguente rincaro del costo della vita per tutta la popolazione. Insomma con l’iniziativa di Gastrosuisse i ristoratori ci guadagneranno, ma costerà di più fare la spesa: i consumatori ne usciranno dunque perdenti.

Lugano, 10 settembre 2014

3 febbraio 2015


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