giovedì 29 giugno 2017 

Scandalo VW: ricorso contro la non entrata in materia

Negli scorsi giorni i colleghi della FRC – che coordina a livello nazionale la protesta dei consumatori nello scandalo VW – ha ricorso contro la decisione del Ministero pubblico della Confederazione che ha notificato alle parti in causa la decisione di non entrata in materia. Questo significherebbe porre fine a una procedura penale in Svizzera mentre i consumatori vogliono che anche nel nostro paese siano chiarite le responsabilità.

Lo scorso dicembre abbiamo informato dell’apertura di un tavolo di negoziazione tra l’Alleanza dei consumatori svizzeri e Amag, durante la quale le organizzazioni dei consumatori svizzeri – forti delle oltre 4000 iscrizioni di proprietari di veicoli del gruppo VW coinvolti nello scandalo delle emissioni truccate – hanno messo sul tavolo le loro rivendicazioni. Tra queste ultime, naturalmente, anche un eventuale indennizzo per i consumatori che dovessero ritrovarsi in possesso di un veicolo che, dopo i necessari interventi di rimessa in regola da parte della casa produttrice Volkswagen (VW), che non corrisponde più alle caratteristiche per le quali lo stesso è stato scelto e acquistato. 
Attualmente Amag, importatore generale del gruppo VW, sta mettendo in atto, a tappe e per gruppi di veicoli, i provvedimenti tecnici necessari per adattare i motori diesel manipolati sulle vetture immatricolate in Svizzera. Da quanto annunciato, l’operazione continuerà per tutto l’anno. Tutti i clienti sono stati o saranno contattati per scritto e non dovranno pagare nulla per gli interventi previsti (e ci mancava solo di doverli pagare...!). 
Resta aperta la questione dell’eventuale diritto ad un indennizzo da parte dei proprietari dei veicoli. Per poter constatare l’esistenza di un danno per il quale essere indennizzati, bisogna effettuare dei test “prima e dopo”. 
Nel frattempo ricordiamo la piattaforma FRC dedicata al caso VW e il relativo dossier sul sito www.frc.ch.

9 marzo 2017


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