domenica 20 agosto 2017 

Prezzi troppo alti in Svizzera. Firmate l'iniziativa "Per prezzi equi"

Ogni anno gli svizzeri fanno acquisti all’estero per 11 miliardi di franchi. Una cifra impressionante che potrebbe anche essere ridotta, se  ci fossero prezzi più bassi. Da anni le associazioni dei consumatori protestano contro i prezzi troppo alti dei prodotti importati. Consumatrici e consumatori hanno ora una possibilità concreta di lottare contro l’isola svizzera dei prezzi elevati grazie all’iniziativa “Per prezzi equi” che intende opporsi ai prezzi artificiosamente alti rispetto a quelli dei paesi che ci circondano. L’ACSI lo sostiene da anni: certe differenze di prezzo possono essere giustificate, in particolare se causate da costi di produzione e di distribuzione più elevati. Altre vanno invece combattute perché sono il frutto di un “supplemento Svizzera” applicato a molti prodotti importati abusando del nostro potere d’acquisto. 
 
In passato i consumatori e le loro organizzazioni erano praticamente i soli a scagliarsi contro i prezzi troppo elevati. Così, a fine 2014, il parlamento aveva bocciato una revisione della Legge sui cartelli che avrebbe permesso di lottare contro i prezzi abusivi. Adesso, finalmente, anche le piccole e medie imprese (PMI) e i rappresentanti di vari partiti – raramente  sulla stessa linea delle associazioni dei consumatori – hanno deciso di reagire contro i sovrapprezzi imposti dai loro fornitori stranieri, impegnandosi in prima persona accanto ai consumatori per il lancio e la riuscita dell’iniziativa. 
 
Due sono gli obiettivi principali dell’iniziativa:        
  • lottare contro le condizioni sfavorevoli imposte alle PMI, ma anche  alle aziende pubbliche, da numerosi intermediari, obbligando i fornitori stranieri a non fare discriminazioni. Ciò si tradurrà in un contenimento dei costi di produzione e dunque (dovremo stare attenti!) dei prezzi finali per i consumatori. Concretamente: se telai, macchinari e filati importati utilizzati nell’industria tessile  costeranno meno, il prezzo delle camicie prodotte in Svizzera potrà essere più basso. Ma anche l’ospedale che pagherà meno apparecchiature, dispositivi medici e materiali da laboratorio potrà contenere i costi e applicare tariffe più basse.       

  • lottare contro la discriminazione del consumatore finale nel commercio online. Il consumatore svizzero che acquista online deve fare i conti con prezzi superiori a quelli praticati ai consumatori degli altri paesi europei. E questo anche se la merce è identica. L’iniziativa non vuole certo favorire il “turismo del commercio virtuale”, ma  migliorare la situazione in Svizzera. In effetti se i consumatori online svizzeri non saranno più discriminati, i grandi gruppi internazionali saranno stimolati a ridurre i prezzi anche nei loro negozi “reali”, altrimenti i consumatori acquisteranno sul web.  
L’iniziativa “Per prezzi equi” offre finalmente uno strumento per agire: se i prezzi diminuiranno i consumatori torneranno a acquistare in Svizzera, il turismo degli acquisti perderà d’importanza, le imprese diventeranno più competitive a livello internazionale, si potranno così scongiurare delocalizzazioni e chiusure di aziende, garantire posti di lavoro e più potere d’acquisto ai consumatori.  

Per queste ragioni l’ACSI invita a firmare e a far firmare l’iniziativa. Scaricate le liste dal sito www.prezzi-equi.ch.

 

3 aprile 2017


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