lunedì 29 maggio 2017 

Tessera semaforo - 2016

Tramite un sondaggio online sul sito dell’ACSI abbiamo rivolto ai soci alcune domande in merito alla tessera semaforo degli alimenti.  Ecco cosa emerge dalle risposte dei 155 partecipanti al sondaggio.
La prima domanda che abbiamo posto nel sondaggio online non poteva che riguardare l’utilità della tessera. Il responso, almeno fin qui, è quasi unanime: per il 98,7% dei partecipanti, l’utilità c’è. Il 21,3% ammette tuttavia che per quanto la tessera sia utile, non la userà molto (a fronte di un 77,4% che si dice certo di farne buon uso). Solo l’1,3% ritiene la tessera inutile tout court.

Un aiuto ulteriore sarebbe gradito
La stragrande maggioranza dei partecipanti (94,8%) ritiene che i colori del semaforo dovrebbero essere direttamente riportati sui prodotti in vetrina, come auspicano le associazioni dei consumatori.
Alla domanda riguardante l’utilità di avere una versione elettronica del semaforo da poter usare sullo smartphone, le risposte sono più diversificate. Il 54,2% ritiene che sarebbe effettivamente più comodo, ma il 21,3% lo ritiene invece “non necessario”. Un ulteriore 19,4% dichiara di non usare lo smartphone e il 5,2% non prende posizione.
Lettori divisi anche sulla necessità o meno dell’ACSI di produrre altri materiali per aiutare i consumatori a fare acquisti più consapevoli e responsabili. Il 45,1% si dice favorevole, mentre il 19,6% dice che ci sono già abbastanza materiali in giro. Il 35,3% ha risposto “non so”.

Quali altri strumenti?
Il sondaggio chiedeva poi a coloro che auspicano che l’ACSI produca nuovi materiali di fornire qualche esempio.
Diversi consumatori hanno mostrato interesse per uno strumento analogo al semaforo che misuri l’impatto ambientale e la sostenibilità dei prodotti. Molti altri vorrebbero invece venire informati meglio sulla reale provenienza dei prodotti e su quanto il loro trasporto sia dannoso per l’ambiente.
Fra i tipi di prodotti dove i lettori gradirebbero essere guidati negli acquisti con uno strumento simile alla tessera semaforo troviamo i medicinali, i cosmetici, i detersivi, i prodotti per l’igiene personale, gli elettrodomestici e i vestiti. In molti vorrebbero garanzie sulla presenza di sostanze nocive o sulla filiera di produzione. In particolare per prodotti cosmetici e prodotti per la pulizia e l’igiene, sembra notevole il timore della presenza di sostanze dannose o inquinanti.
In diversi vorrebbero anche più informazione in merito ai contenuti e allo smaltimento degli imballaggi e c’è chi chiede garanzie sulla non presenza di OGM, che ricordiamo essere vietati in Svizzera.
Infine al termine del sondaggio era anche possibile lasciare un commento con suggerimenti, richieste o altro. La netta maggioranza dei commentatori si felicita per l’iniziativa dell’ACSI. Ma c’è anche qualcuno che solleva delle perplessità sulla tessera, sostanzialmente di due tipi: innanzitutto, c’è chi sostiene che fare la spesa con la tessera richiederebbe troppo tempo, affermando che dovrebbe restare due ore in negozio per controllare tutti i prodotti. D’altra parte c’è anche chi sostiene che nella maggioranza dei casi chi acquista prodotti poco sani lo fa consapevolmente: non serve una tessera per scoprire per esempio che un pacchetto di Chips o una CocaCola non fanno bene alla salute. A questo proposito vale però la pena ricordare che c’è tutta una serie di prodotti che molti pensano essere sani, mentre invece non lo sono affatto, e la tessera qui può essere decisamente utile.
Interessante poi il commento di una lettrice in controtendenza che non vedrebbe di buon occhio delle etichette semaforo messe direttamente sugli alimenti: “Non lascerei ai produttori la possibilità di mettere loro le etichette sui prodotti. E chi si fida”?
Da notare però che in realtà non si tratterebbe semplicemente di lasciare ai produttori la possibilità di definire come meglio credono il proprio prodotto. Nel Regno Unito, per esempio, dove il semaforo degli alimenti è già realtà, la Food Standards Agency, agenzia statale, vigila sulle etichette.
Al sondaggio hanno partecipato 155 persone di cui 113 donne e 42 uomini e l’età media dei partecipanti si aggira sui 45-50 anni. 

Queste le domande del sondaggio.

20 aprile 2017


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