domenica 20 agosto 2017 

La rivoluzione alimentare che sta arrivando

Grilli, locuste, larve e carne prodotta in laboratorio? Sarà questa la dieta del futuro? Da millenni l'uomo ha vissuto consumando proteine animali. Il rapporto con gli animali ha permesso la nascita della civiltà umana con la trasformazione sociale da uno stile di vita nomade a quello sedentario. Eppure oggi, il consumo di proteine animali ha raggiunto livelli da record (in Svizzera consumiamo 1 kg di carne al mese), e con esso è aumentato sia il bisogno di pascoli che il nostro impatto ambientale.

Non tutti però sono pronti a diventare vegetariani, e così, con il bisogno urgente di ridurre l’impatto sul pianeta, vengono esplorate nuove frontiere alimentari.
La revisione 2017 della legge sulle derrate alimentari ha introdotto ufficialmente tre tipi di insetti nella lista di derrate alimentari consumabili in Svizzera. Da oggi quindi, larve, locuste e grilli possono essere commercializzati. È difficile però immaginarsi di gustare un piatto di polenta e grilli in umido durante una rassegna gastronomica. Anche se in fondo, perché non provare?

Un’altra frontiera alimentare è esplorata da una startup di Memphis negli Stati Uniti (“Memphis Meats”) che sta raccogliendo fondi per iniziare a produrre carne in laboratorio. L’obiettivo è semplice, produrre carne alimentare, senza più aver bisogno di allevare animali. I costi sono ancora esorbitanti, e non la vedremo presto sugli scaffali dei negozi. Secondo gli imprenditori però, i costi potrebbero scendere in fretta fino a raggiungere già in pochi anni prezzi concorrenziali sul mercato della carne. Da un punto di vista etico, l’idea è vincente. La produzione in laboratorio evita buona parte dell’impatto ambientale della produzione di carne, così come la sofferenza degli animali allevati.

Questo cambiamento è però epocale. La figura del contadino che alleva sui pascoli, tanto fondamentale allo sviluppo della civiltà umana, verrà sorpassata da ingegneri alimentari con camice bianco, che lavoreranno con provette e microscopi. L’obiettivo etico e ambientale è nobile, ma siamo pronti per una rivoluzione alimentare, sociale e culturale senza precedenti? Fin dove saremo disposti a fare compromessi? Qualunque sia la risposta, la rivoluzione è in atto e presto sapremo quali abitudini dovremo cambiare.

Marco Battaglia 

2 marzo 2017


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