giovedì 29 giugno 2017 

Consumare per vivere o vivere per consumare?

Il nostro stile di vita e le scelte di consumo hanno un impatto al di fuori della nostra regione. In un mondo di consumi globali infatti, anche le nostre scelte hanno ripercussioni che varcano i confini di molte nazioni. Eppure una riflessione che non si affronta mai è questa: consumiamo per vivere o viviamo per consumare?

Ci poniamo infatti molte domande sulle nostre scelte di consumo: quali prodotti acquistare, se preferire il biologico alle produzioni tradizionali, se e quando evitare prodotti industriali, quando scegliere beni locali piuttosto che importati, quanta carne dobbiamo consumare, e così via. Si tratta di quesiti importanti, non solo per il nostro benessere attuale, ma anche per l’orientamento che, come consumatori, possiamo dare al mercato.

Eppure ci dimentichiamo troppo spesso di quanto dovremmo consumare. Sì, perché prima di decidere cosa consumare, il primo passo è chiedersi se abbiamo bisogno di quello che stiamo per acquistare o potremmo effettivamente farne a meno.

Non è una novità che la nostra società ha grossi sprechi; non solo di beni alimentari, ma anche di oggetti di uso quotidiano e servizi di cui riteniamo (erroneamente) di aver bisogno. Siccome necessitiamo di metter mano al portamonete ogni volta che acquistiamo un bene o un servizio, dobbiamo sicuramente porci l’interrogativo: consumiamo per vivere la nostra vita, o dobbiamo vivere (e lavorare) per rincorrere dei livelli di consumo che in fin dei conti non ci rendono la vita migliore?

Ognuno di noi ha la propria visione del mondo e non credo esista una risposta univoca, ma è certo che non porsi del tutto la domanda è una manchevolezza che non dovremmo permetterci.

MARCO BATTAGLIA

30 maggio 2017


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