Manuale del consumatore Diritti del consumatore

Pubblicità indesiderata – Come difendersi

Telefono, posta, computer. Ogni mezzo è buono per trovare il cliente e offrirgli un prodotto da acquistare. Le aziende usano i più disparati stratagemmi per conoscere le abitudini dei consumatori e, di conseguenza, fioriscono con fatturati da capogiro le aziende specializzate nella fornitura di indirizzi e di “profili” di potenziali clienti.
Tutti sappiamo cosa significa essere disturbati all’ora di pranzo o cena da telefonate che ci offrono corsi di informatica, vacanze adesione a nuove compagnie telefoniche. Il risultato di questi contatti è che spesso ai consumatori viene carpito il consenso ad acquistare qualcosa di indesiderato.

Difendersi dagli invii postali
Per non ricevere la posta non indirizzata, applicate sulla vostra bucalettere l’apposito adesivo contro la pubblicità che potete richiedere all’ACSI. Per la posta indirizzata, potete respingere al mittente l’invio indesiderato applicando l’adesivo dell’ACSI che chiede pure lo stralcio del proprio nome dall’indirizzario della ditta. Se, nonostante l’adesivo sulla bucalettere e nonostante il rinvio al mittente, continuate a ricevere posta indesiderata, l’Incaricato federale per la protezione dei dati (IFPD) suggerisce di stampare scaricandola dal proprio sito il modello di lettera “Richiesta d′accesso e di cancellazione dei dati ai mittenti di pubblicità” compilarlo, firmarlo e mandarlo per raccomandata. Nella stessa pagina si trova anche il modello di lettera “Richiesta d′accesso e di cancellazione dei dati ai mittenti di pubblicità elettronica”. Ma perché pagare ancora 5 franchi (il prezzo della raccomandata) se si sta esercitando un diritto conferitoci dalla legge? Serve ad assicurarsi la prova dell’invio, dice l’IFPD. Effettivamente il problema della prova si pone sempre e non solo in questo caso: è quindi buona norma inviare le comunicazioni importanti per raccomandata, in modo da poter sempre avere le prove da esibire in caso di bisogno. Se non si riceve risposta entro 30 giorni, ci si può rivolgere all’IFPD.
Contro la pubblicità indesiderata nella bucalettere e per contenere lo spreco di carta l’ACSI vende un adesivo con la scritta “No grazie – Niente stampati pubblicitari in questa bucalettere”.  L’adesivo è in vendita a fr. 1.– (+ fr. 2.– per spese di spedizione).

Difendersi dalle telefonate
Se sull’elenco del telefono c’è un asterisco vicino al nome vuol dire che l’utente ha già espresso la sua volontà di non ricevere telefonate a scopo pubblicitario. Directories declina ogni responsabilità, cioè in pratica se ne lava le mani. Secondo noi Directories e l’Associazione Svizzera di Direct Marketing che gestisce la cosiddetta lista Robinson (in internet solo in tedesco e quindi praticamente sconosciuta nella Svizzera italiana) dovrebbero fare uno sforzo a favore dei consumatori creando una lista unica in modo che l’asterisco su Directories valga anche per la lista Robinson.

Difendersi dallo spamming
Anche la posta elettronica non viene risparmiata, anzi lo spamming (l’invio di pubblicità per e-mail) è più insidioso e pericoloso delle altre forma di contatto. Una soluzione veramente efficace non esiste. Al di là degli sforzi che i migliori provider fanno per limitare il fenomeno, l’utente finale non può che adottare alcuni accorgimenti. Su questo sito trovate un dettagliato capitolo sulla sicurezza informatica che vi invitiamo a consultare.

  • Consigli ACSI:
  • non inserire il proprio e-mail nei vari elenchi online (che comunque servono a poco)
  • dotarsi di due o più indirizzi diversi (oggi si possono avere gratuitamente da servizi come mail.yahoo.it, www.hotmail.com, www.swissinfo.org, ecc.), poi divulgare con parsimonia il primo e utilizzare gli altri quando non si sa che uso ne verrà fatto (es. per la compilazione di moduli online, in occasione della pubblicazione di messaggi in forum e gruppi di discussione, ecc.)
  • rispondere ai messaggi indesiderati chiedendo di essere eliminati da ogni elenco. È una pratica dai risultati incerti, perché in questo modo si conferma che il proprio indirizzo è attivo, ma in alcuni Stati (Svizzera compresa) è illegale conservare dati personali senza il consenso della persona interessata, e dunque è possibile che una diffida del genere possa funzionare. Gli “spammer” però si fanno furbi, e a volte è addirittura impossibile risalire a chi ha inviato il messaggio indesiderato
  • non buttare via soldi nell’acquisto di programmi “anti-spamming”: non servono a niente
  • i programmi per la posta elettronica in genere permettono di vedere i titoli dei messaggi in attesa prima di scaricarli. Usando questa funzione è possibile cancellare quelli indesiderati direttamente sul server, riducendo così i tempi di connessione
  • la base legale in Svizzera per farsi togliere dalle mailing list si trova nella Legge federale sulla protezione dei dati (LPD) del 19 giugno 1992 (art. 12, lesioni della personalità).