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Nuova campagna nazionale contro la sovramedicalizzazione

L’associazione Smarter Medicine ha lanciato oggi una campagna di sensibilizzazione contro la sovramedicalizzazione e le cure inappropriate. L’obiettivo è informare la popolazione sui rischi della sovramedicalizzazione e favorire il dialogo tra pazienti e professionisti della salute.

Un sondaggio rappresentativo aveva indicato, nel 2018, che più della metà della popolazione svizzera riteneva di aver ricevuto un trattamento medico inutile, in prima persona o a una persona a lui vicina. Per questo è importante che la decisione a favore o contro un trattamento sia sempre presa congiuntamente dal medico e dal paziente. A distanza di quattro anni dall’ultima campagna nazionale, l’associazione mantello di Smarter Medicine – Choosing Wisely Svizzera (di cui l’ACSI fa parte) – ha deciso di promuovere nuovamente il tema della sovramedicalizzazione e delle cure inappropriate. A tal fine sono stati realizzati quattro video con messaggi semplici in cui si mostrano i pazienti che lasciano un centro sanitario con un numero di farmaci sproporzionato o con mezzi di cura eccessivi, a cui segue lo slogan “Meno a volte significa di più. Contro i trattamenti medici eccessivi o inappropriati”. I video saranno messi online e proiettati sugli schermi dei trasporti pubblici. Negli studi medici e nei centri di terapia saranno disponibili opuscoli e documenti sul tema.

L’associazione Smarter Medicine ha stilato delle liste Top 5 sui trattamenti generalmente non necessari nelle varie specialità mediche. Sono scritte in un linguaggio comprensibile ai non addetti ai lavori e sono disponibili sul sito www.smartermedicine.ch.

L’obiettivo primario dell’associazione è quello di ottenere la migliore qualità di trattamento possibile per il paziente, escludere i rischi della sovramedicalizzazione e non da ultimo contenere i costi del sistema sanitario.

Uno dei principali obiettivi della campagna è motivare la popolazione a dialogare con gli operatori sanitari. E al riguardo si ricordano le cinque domande da porre al proprio medico prima di avviare un trattamento:

  1. Esistono alternative più semplici e sicure?
  2. Quali sono i benefici e i rischi del trattamento?
  3. Con quali probabilità possono verificarsi?
  4. Cosa succede se non faccio nulla?
  5. Cosa posso già fare io per la mia salute?

I pazienti sono incoraggiati a cercare attivamente il dialogo con gli operatori sanitari e a prendersi il tempo per la discussione. Un rapporto di fiducia tra il paziente e l’operatore sanitario è una delle pietre miliari di un trattamento appropriato e di successo.